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Domenica, 24 Gennaio 2021 17:51

Il Mare Nostrum, un patrimonio di bellezza e Biodiversità In evidenza

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Scegliere un punto d’immersione o un altro, ma su che base? La maggior parte delle volte si sceglie il sito d’immersione con più biodiversità!! Ma cosa significa??

Biodiversità su traliccio

Il Mediterraneo, a causa della sua immensa biodiversità, risulta essere tra i più importanti ecosistemi al mondo. Oltre ad essere uno spettacolo per noi subacquei che ci immergiamo, la biodiversità è importante per la salute dell’ecosistema (Fig.1).

Ma perché la biodiversità marina è così importante? Cosa significa?

Il concetto di biodiversità è stato definito per la prima volta nel 1992, nell'ambito della Conferenza Mondiale di Rio de Janeiro sull'Ambiente e lo Sviluppo, come la "variabilità tra gli organismi viventi provenienti da qualsiasi origine, inclusi gli ecosistemi terrestri, marini e acquatici e i complessi ecologici di cui queste sono parte", comprendendo così la diversità all'interno delle specie, tra le specie e tra i diversi ecosistemi. In poche parole essa rappresenta la varietà degli esseri viventi che popolano i nostri mari a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi.

La biodiversità si basa su fragili equilibri.

Dalla sopravvivenza di una singola specie può dipendere il destino di un intero ecosistema e non solo. La biodiversità non è distribuita in modo uniforme sulla Terra: essa varia con la latitudine, l’altitudine e altri fattori che agiscono su scala locale. Su scala globale, invece, la relazione più evidente è tra la biodiversità e la latitudine: la diversità biologica (numero di specie, diversità e complessità di ambienti) aumenta, infatti, spostandosi dai poli verso l’equatore. Un ruolo fondamentale è giocato sicuramente dall’irraggiamento solare (e quindi dall’energia) che aumenta spostandosi verso l’equatore. Quest’ultimo infatti permette la coesistenza di un più alto numero di strategie evolutive diverse e quindi, nel lungo termine, un maggiore numero di specie.

Biodiversità lungo le coste

La fascia costiera, proprio dove noi subacquei facciamo le prime bolle, rappresenta un hotspot di biodiversità (Fig.2), ossia un luogo che ospita una diversità biologica maggiore di quella presente in simili masse d’acqua in altre parti della Terra.

La biodiversità marina sta diminuendo.

Questo è un dato di fatto, è tangibile: sono presenti sempre meno specie di quelle presenti in precedenza, e sempre più specie sono in arrivo (ad esempio, dal mar Rosso attraverso il canale di Suez e non solo) e finiscono per colonizzare e stabilizzarsi permanentemente nel Mediterraneo (Fig.3). Ci immergiamo e scopriamo un fondale sempre più spopolato.

Pterois Volitans

La perdita di questo grande valore rappresenta una delle maggiori problematiche ambientali dei nostri giorni. Ogni anno, processi come la perdita degli habitat costieri, l’inquinamento, lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali (si parla in questo caso di “over-fishing”, ossia sovrappesca) e il surriscaldamento globale minacciano la biodiversità marina in maniera sempre più profonda e irreparabile.

Noi facciamo parte della biodiversità e ne utilizziamo i servizi:

cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana.

Salvare la biodiversità, salvare il pianeta Terra, il nostro mondo, vuol dire salvare la Vita, in ogni sua forma.

La protezione della biodiversità marina richiede l’impegno concreto, in prima persona, di ognuno di noi: dal consumo di specie ittiche pescate sostenibilmente, al corretto comportamento in spiaggia o al mare, così come alla semplice adozione delle pratiche più corrette per evitare che i rifiuti finiscano in mare.

Quali specie sono maggiormente minacciate?

Purtroppo, sei delle specie più emblematiche dei mari italiani, ognuna con una particolare peculiarità e ruolo nel garantire l’equilibrio dell’ambiente marino, sono tra le principali vittime:

  1. La foca monaca mediterranea (Monachus monachus) Si tratta di un mammifero pinnipede della famiglia delle foche. È una specie minacciata di estinzione, di cui sopravvivono in natura meno di 700 esemplari. Si tratta di una specie ancor più minacciata del panda, fino all’ ‘800 presente lungo tutte le coste italiane.
  2. Tartaruga Marina Comune (Caretta caretta) Si tratta di una specie di rettile molto antica, che utilizza diversi habitat: nei primissimi anni di vita le sue ridotte capacità di immersione ne limitano l'alimentazione alla zona epipelagica superficiale, successivamente tende a nutrirsi su tutta la colonna d'acqua prediligendo prede bentoniche (ossia che vivono a stretto contatto con il fondo) che incontra su fondali bassi (50 m). Nidifica sulle spiagge sabbiose. Le principali minacce sono (Fig.4): la pesca accidentale nelle spadare o con tramagli e palamiti, turismo balneare nei siti di nidificazione, degradazione dell'habitat e disturbo antropico, i quali sono un’importante minaccia sui siti riproduttivi, e rifiuti in mare (marine litter). Per quest’ultimi, appare, quindi, importante come la loro corretta gestione, in particolare quella della plastica, sia di rilevante interesse.Tartaruga a rischio
  3. Pinna Comune (Pinna nobilis) Nota anche come grande nacchera, è il più grande mollusco bivalve del mar Mediterraneo. Può raggiungere un metro di lunghezza. Specie protetta, endemica del nostro mare, negli ultimi anni la comparsa in Mediterraneo di parassiti specifici ne stanno causando una mortalità elevatissima. È quindi molto importante evitare di infastidire esemplari di questa specie, nel caso in cui la si osservi sott’acqua.
  4. Grande Patella (Patella ferruginea) Questa è la più grande patella del Mediterraneo, superando i 10 centimetri di lunghezza. Essa ormai vive solo lungo tratti costieri rocciosi poco frequentati o protetti della Sardegna, delle isole dell’arcipelago toscano, in Liguria e in Calabria. È una specie purtroppo vittima di raccolta indiscriminata, soprattutto in passato, che non deve essere raccolta per essere opportunamente rispettata.
  5. Posidonia (Posidonia oceanica) È una pianta acquatica, endemica del mar Mediterraneo. È una pianta superiore, non un’alga, ed ha quindi caratteristiche simili a quelle delle piante terrestri, con radici, un fusto rizomatoso, foglie nastriformi lunghe fino ad un metro e unite in ciuffi di 6-7, fiori e frutti.Forma delle praterie sottomarine che hanno una notevole importanza ecologica, costituendo la comunità climax del mar Mediterraneo ed esercitando una notevole azione nella protezione della linea di costa dall’erosione. Costituisce, quindi, un habitat che ospita molti organismi animali e vegetali che nella prateria trovano nutrimento e protezione (Fig.5).Pinna-nobilis
  6. Coralli bianchi profondi Specie come la Lophelia pertusa e la Madrepora oculata vivono a molte centinaia di metri di profondità dove molti pensano che non ci sia vita. In realtà queste specie costituiscono delle barriere coralline profonde che sono zone importantissime per la biodiversità, ovvero per la ricchezza di specie e di aggregazione di pesci e invertebrati importanti per l’alimentazione dell’uomo. Le strutture costruite da questo corallo sono però delicate, e sono messe a rischio dallo strascico e da alcune attività di pesca sportiva.

Il mare non è una risorsa inesauribile.

Questo articolo ha l’obiettivo di sensibilizzare tutti. È un’occasione per riflettere ed impegnarsi a sviluppare nuove pratiche di vita quotidiana eco-sostenibili. Non possiamo, quindi, stare con le mani in mano.

Sensibilizziamo ed educhiamo chi ci sta intorno, perché solo questa è la regola per la salvaguardia.

Per concludere, è importante ricordare che l'8 luglio si celebra la giornata internazionale del mar Mediterraneo, un’occasione per aumentare la consapevolezza sullo stato di salute del Mare Nostrum e sui pericoli che lo minacciano.

Il Mediterraneo è uno scrigno della biodiversità marina del nostro Pianeta perché, pur avendo solo una superficie di circa l’1% di tutti gli oceani, ospita oltre 12 Mila specie marine, tra il 4 e il 12% della biodiversità marina mondiale

Biodiversità pianeta
Sitografia:

http://www.arpa.it/
http://www.medseafoundation.org/index.php/it/
https://www.isprambiente.gov.it/it
https://www.google.it/amp/s/it.euronews.com/amp/2020/03/31/proteggere-la-biodiversita-marina-per-proteggere-noi-stessi

Letto 240 volte Ultima modifica il Domenica, 24 Gennaio 2021 20:05
Roberta Monti

Biologa Marina

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