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Sabato, 13 Agosto 2022 15:07

Specie esotiche del Mediterraneo: gli alieni del "Mare Nostrum" In evidenza

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Lo scarico delle acque di zavorra, le migrazioni spontanee attraverso gli stretti di Suez e Gibilterra, l’acquacoltura e l’acquariofilia sono tra le cause principali della diffusione di specie aliene nel mar Mediterraneo. Ma che si intende per specie aliena?


DEFINIZIONE DI "SPECIE ALIENA"

Le specie aliene o NIS (Non Indigenous Species), dette anche “alloctone” o “esotiche”, sono specie sia animali che vegetali introdotte dall’uomo, volontariamente o involontariamente, in zone al di fuori del loro areale di distribuzione originario. Per chiarezza, viene definito “areale di distribuzione” di una specie la porzione di spazio geografico dove una specie è naturalmente distribuita.


Specie aliene danni

Figura 1: Gli effetti negativi della presenza di Specie Aliene Invasive.

Come mostrato nell’immagine sovrastante, l’espansione delle specie aliene rappresenta una delle maggiori minacce alla biodiversità e al funzionamento degli ecosistemi naturali: alcune di queste specie, infatti, possono diventare invasive (IAS, Invasive Alien Species) e provocare anche grandi impatti socio-economici attraverso, per esempio, danni diretti alla salute o alle attività umane.


SPECIE ALIENE NEL MEDITERRANEO

A settembre 2021, l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha stimato la presenza di circa 280 specie aliene nel Mediterraneo, di cui oltre 70 di provenienza incerta, e dunque definite “criptogeniche”. Il cambiamento climatico e il conseguente aumento della temperatura dell’acqua, hanno reso infatti il Mare Nostrum sempre più adatto a ospitare pesci, molluschi, artropodi e alghe provenienti da ecosistemi di clima tropicale o atlantico.


Mappa specie aliene nel Mediterraneo

Figura 2: Mappa della diffusione di specie aliene nel Mediterraneo.

LA “CITIZEN SCIENCE” E IL CONTROLLO DELLE SPECIE ALIENE

Sono attive varie campagne per individuare le specie aliene e, grazie anche a numerose iniziative di “Citizen Science”, molti cittadini sono diventati sempre più sensibili a questa problematica.

La Citizen Science, ossia l’insieme di ricerche che coinvolgono anche persone non formate in ambito scientifico, sta riscuotendo grande successo e il suo valore è ormai ampiamente riconosciuto. In questi ultimi anni si è assistito, infatti, a un rapido aumento di progetti di Citizen science, anche grazie alle nuove tecnologie e all’accesso a internet, che hanno reso semplice e immediata la comunicazione, la condivisione e lo scambio di dati.

La prima campagna sulle specie aliene è stata l’AlienFish, un progetto nato nel 2012 all’interno di Ente Fauna Marina Mediterranea. Il suo principale obiettivo è lo studio e la segnalazione di specie ittiche aliene (oltre al monitoraggio delle specie già stabilite) nelle acque italiane, anche attraverso la collaborazione con pescatori, amatori, subacquei e di tutte le altre persone interessate.


Alienfish

Figura 3: Locandina del progetto “AlienFish”.

ATTENTI A QUEI 4!

Un’altra campagna che ha suscitato enorme interesse è quella lanciata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dall'Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irbim) intitolata “Attenti a quei 4!”. Pesce palla maculato, pesce scorpione, pesce coniglio scuro e pesce coniglio striato: ecco quali sono le specie aliene invasive di origine tropicale prese qui in considerazione. Tutte queste specie sono entrate nel Mediterraneo attraverso il canale di Suez e sono state segnalate nei mari italiani per la prima volta in Sicilia.


Attenti a quei 4

Figura 4: Locandina di “Attenti a quei 4!”

QUALCHE ESEMPIO DI SPECIE INVASIVA NEL MEDITERRANEO

1. Tra le specie di flora invasive, troviamo sicuramente al primo posto la Caulerpa cylindracea (nota in passato come Caulerpa racemosa), che è giunta nel Mar Mediterraneo nel 1990 e che da allora compete con la flora locale. È stato dimostrato che uno dei pesci più caratteristici del mar Mediterraneo, il sarago maggiore (Diplodus sargus), interagisce con questa specie aliena: il pesce si ciba infatti della caulerpa, con conseguenti disturbi fisiologici e comportamentali provocati dalla caulerpina, uno dei metaboliti secondari dell’alga. Questa sostanza provoca, inoltre, una peculiare condizione delle carni a seguito della cottura, conosciuta con il termine di “sarago di gomma” o, in termini scientifici, “Abnormally Tough Specimen” (ATS).


Caulerpa cylindracea

Figura 5: La Caulerpa cylindracea.

2. Il granchio blu o granchio reale blu (Callinectes sapidus), specie originaria delle coste Atlantiche dell’America, oggi è massivamente presente tra le coste del Mediterraneo, in particolare in Adriatico, non lontano dalle lagune ed estuari.


Granchio reale blu

Figura 6: Il granchio reale blu (Callinectes sapidus).

3. È importante sfatare un mito: la caravella portoghese (Physalia physalis), a cui frequentemente si attribuisce l’etichetta di specie aliena, in realtà è sempre stata presente nel Mar Mediterraneo. Lo dimostra una ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Marine Science, basata sui più antichi reperti conservati nel Museo di Storia naturale di Firenze che testimoniano la presenza di una colonia raccolta nel 1850 a Nizza e un’altra nel 1863 a Livorno.


Caravella portghese

Figura 7: La caravella portoghese (Physalia physalis).

COME LIMITARE, DUNQUE, LA DIFFUSIONE DI SPECIE ALIENE?

Questo fenomeno è piuttosto recente e gli scienziati stanno iniziando solo ora a comprenderne più a fondo le dinamiche. Anche a livello legislativo, spesso questo aspetto è ancora poco considerato nella stesura di nuove norme.

Per quanto riguarda il traffico mercantile, è stata proposta come soluzione quella di scaricare l’acqua di zavorra in mare aperto, poco prima di raggiungere la destinazione; questa pratica, tuttavia, può comportare non pochi problemi durante la fase d’attracco.

Per le imbarcazioni da diporto, si consiglia invece una frequente pulizia della chiglia, in modo da rimuovere di volta in volta eventuali organismi che hanno aderito alla superficie e che potrebbero essere trasportati.

Infine, è buona pratica non liberare intenzionalmente specie alloctone in mare.





BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Domina, G., & Mazzola, P. (2011). Considerazioni biogeografiche sulla presenza di specie aliene nella flora vascolare del Mediterraneo. Biogeographia–The Journal of Integrative Biogeography, 30(1).

Fivoli, C. P. (2015). Specie ittiche aliene nel bacino del Mar Mediterraneo.

Mannino, A. M., & Balistreri, P. (2019). Citizen science: uno strumento di successo per monitorare le specie aliene marine. Il caso studio nelle acque della Sicilia (Mediterraneo centrale). Journal of Phycology, 50(1), 32-54

Miccoli Andrea, Mancini Emanuele, Boschi Marco, Provenza Francesca, Lelli Veronica, Tiralongo Francesco, Renzi Monia, Terlizzi Antonio, Bonamano Simone, Marcelli Marco. Trophic, Chemo-Ecological and Sex-Specific Insights on the Relation Between Diplodus sargus (Linnaeus, 1758) and the Invasive Caulerpa cylindracea (Sonder, 1845). Frontiers in Marine Science, VOLUME 8, 2021.

www.snpambiente.it/2022/08/10/attenti-a-quei-4-i-pesci-alieni-nei-nostri-mari-da-conoscere-e-riconoscere/

https://www.naturaitalia.it/home.do

https://liguria.bizjournal.it/2022/03/specie-aliene-nel-mediterraneo-origini-e-conseguenze-su-economia-e-ambiente/

http://www.biologiamarina.eu/Caravella_Portoghese.html

https://www.bollettino.unict.it/gallery/la-caravella-portoghese-%C3%A8-sempre-stata-presente-nel-mar-mediterraneo

https://www.csmon-life.eu/pagina/dettaglio_specie/15

https://www.entefaunamarinamediterranea.it/alienfish-project/?fbclid=IwAR02TKmYPb_2YyaEEQ_UK2_OR0qZqBLA5a9wRVVKc4VLqWvn3FWeqMe6AA0&fs=e&s=cl

https://www.reefcheckmed.org/italiano/reef-check-med/caulerpa-cylindracea/

https://www.izs.it/IZS/Pesce_palla_maculato#

Letto 577 volte Ultima modifica il Domenica, 14 Agosto 2022 19:19
Roberta Monti

Biologa Marina

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