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Venerdì, 19 Agosto 2022 16:29

La cementificazione delle coste italiane In evidenza

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Sebbene l’inquinamento (termico, chimico, da petrolio, acustico ecc.) provochi enormi danni all’ecosistema marino-costiero, a minacciare oggi l’integrità del litorale italiano è soprattutto la cementificazione delle coste.

LA SITUAZIONE ATTUALE:
1) LE SPIAGGE


Urbanizazzione foce Basento

Figura 1: Differenze negli anni del grado di urbanizzazione della foce del Basento (amplificazione porto turistico e costruzione di un villaggio turistico).

Dall’ultimo aggiornamento della banca dati “Linea di costa italiana 2020”, pubblicato lo scorso 22 maggio dall’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), emerge purtroppo un quadro preoccupante: nel corso degli ultimi 20 anni sono stati persi in media ben 5 Km di costa ogni anno a causa della realizzazione di nuove opere artificiali. Detta in termini più semplici… la costruzione di porti, opere idrauliche o di difesa costiera, abitazioni e lidi determina annualmente la cementificazione di un tratto di costa pari all’estensione di Fregene!


2) LE DUNE

E la situazione delle zone retrostanti le spiagge non è migliore; ogni anno, infatti, oltre 10 Km di dune costiere e vegetazione retrodunale vengono sostituite a loro volta da costruzioni artificiali. Come mostrato nel grafico sottostante, solo la metà di queste aree è rimasta libera dalle strutture antropiche. Un buon 20%, infatti, è già occupato da infrastrutture come lidi, abitazioni e industrie e il restante 30% è costituito da quello che viene definito “urbano sparso”, ossia occupato in modo parziale e discontinuo da costruzioni artificiali.


Grafico linea di retrospiaggia

Figura 2: Grafico a torta che mostra l’attuale stato del retrospiaggia italiano.

L’ISPRA E IL MONITORAGGIO DELLE COSTE

Nel sopracitato rapporto ISPRA si evidenzia come, solamente nel corso degli ultimi 20 anni, la costa artificializzata sia aumentata complessivamente di oltre 100 Km. La cementificazione del litorale italiano procede quindi rapidamente, con una velocità mai vista prima. Il risultato? Degli 8300 Km di costa italiana, il 13% è occupato da opere di origine antropica. Per poter far fronte, dunque, a tutti i cambiamenti che stanno coinvolgendo le coste diventa sempre più importante (se non indispensabile!) pianificare attività specifiche di monitoraggio e gestione delle spiagge. L’ISPRA, che da 20 anni ormai svolge attività di analisi delle coste italiane, rende accensibili e consultabili i propri dati attraverso il nuovo “Portale delle Coste Ispra”, fornendo in tal modo un grande supporto a tutte quelle università ed enti che hanno a cuore la questione.





SITOGRAFIA

Letto 972 volte Ultima modifica il Giovedì, 08 Settembre 2022 18:48
Marta Izzo

Biologa Marina

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