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Sabato, 13 Novembre 2021 18:13

Le Aree Marine Protette per la tutela del Mare Nostrum In evidenza

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L'Italia è ricca di paesaggi litorali e subacquei d'eccezionale bellezza e d'interesse naturalistico. Le Aree Marine Protette (AMP) servono a tutelare proprio questo immenso tesoro! Ma che cosa sono e come funzionano?

LE COSTE ITALIANE

La penisola italiana è costituita da più di 7.500 chilometri di costa, in alcune zone rocciosa in altre sabbiosa, ed è bagnata da un bellissimo mare, forziere di un’elevata biodiversità, che racchiude paesaggi litorali e subacquei d’eccezionale bellezza ed interesse naturalistico.

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Figura 1: Foto di Pietragrande di Stalettì (Ph: Fabrizio Varini, 2018).

La protezione di questi ambienti e della loro biodiversità è necessaria e d’interesse statale. Per questo motivo negli anni ‘30 del secolo scorso iniziarono a nascere le prime Aree Marine Protette (AMP) nel mondo. La prima in assoluto fu istituita nel 1935 in Florida (Fort Jefferson National Monument); in Italia, invece, la prima AMP fu istituita nel golfo di Trieste nel 1986 ed è stata nominata Parco Marino di Miramare.

COSA SONO LE AREE MARINE PROTETTE?

Le Aree Marine Protette (AMP) sono delle zone circoscritte che comprendono le acque, i fondali e i tratti di costa che “presentano un particolare interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere, e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono”. Sono, in sostanza, ambienti marini bisognosi di una particolare tutela, il cui obiettivo è conservare specie animali e vegetali, equilibri idrogeologici ed ecologici e i paesaggi, ma anche promuovere la ricerca e la formazione scientifica.

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Figura 2: Disegno a torta della fauna mediterranea.

Le Aree Marine Protette sono il più potente sistema di gestione del mare: rappresentano sostanzialmente uno strumento “innovativo” per gestire tutte le attività che si svolgono in mare da quelle biologiche a quelle di ricerca, dalle attività operative che governano il sistema del diporto alla pesca ricreativa e professionale.

MA COME SONO FATTE LE AREE MARINE PROTETTE?

In Italia sono istituite con un decreto del Ministero dell’Ambiente (L. 979/1982), che ne definisce i confini e le finalità della tutela. All’interno di ogni area vengono individuate zone con diversi gradi di tutela. Si inizia dalla zona A, il cuore del parco marino, detta “di riserva integrale”, interdetta a tutte le attività che possono danneggiare l’ambiente e recare disturbo alle specie che popolano il mare: niente pesca, transito di natanti o balneazione quindi, ma sì ad attività di ricerca scientifica e studio. La zona A non supera mediamente il 5% dell’area. Le zone B, dette “di riserva generale”, rappresentano mediamente il 30% dell’estensione dell’area. Infine, le zone C e D, dette “di riserva parziale”, sono zone cuscinetto e vogliono assicurare una gradualità di protezione, attuando deroghe ai vincoli attivi nelle aree più delicate dell’area marina e consentendo una fruizione sostenibile del patrimonio naturale, magari con guide subacquee autorizzate e tour lungo la costa in compagnia degli studiosi.

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Figura 3: Divisione zonale dell'AMP di Capo Milazzo.

QUANTE AREE MARINE PROTETTE ESISTONO IN ITALIA?

Le AMP sono 29 e, insieme a 2 parchi sommersi, tutelano complessivamente circa 228 mila ettari di mare e circa 700 chilometri di costa. Vi è inoltre il Santuario Internazionale dei mammiferi marini, detto anche Santuario dei Cetacei.

La più grande è quella delle isole Egadi che si estende per circa 54.000 ettari, dove si trovano più del 22% delle specie protette.

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Figura 4: Cartina con le AMP attualmente istituite in Italia.

A CHI VIENE AFFIDATA LA GESTIONE DELLE AMP??

La gestione delle aree marine protette è affidata ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni ambientaliste riconosciute, anche consorziati tra di loro. L'affidamento all'ente gestore è generalmente disposto con lo stesso Decreto istitutivo, una volta consultati la regione e gli enti locali territorialmente interessati. L'ente gestore è affiancato da una commissione di riserva che ha il compito di formulare proposte e suggerimenti per tutto ciò che riguarda il funzionamento dell'area protetta. In particolare la commissione dà il proprio parere in merito al regolamento della riserva che, approvato dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare su proposta dell'ente gestore, disciplina i divieti e le eventuali deroghe in funzione del grado di protezione necessario per la tutela degli ecosistemi di pregio.

QUALI SONO LE FINALITÀ DELLE AMP?

Ciascun piano d’azione del Consorzio di Gestione delle AMP è pensato per il conseguimento dei seguenti traguardi:

  • Conservare i processi ecologici;
  • Limitazione di particolari usi di sfruttamento, recupero di zone degradate o di popolazioni impoverite di specie animali e vegetali e protezione di habitat critici;
  • Conservazione di specie minacciate e/o di valore commerciale;
  • Conseguimento e diffusione di informazioni, ricerca e didattica attraverso la divulgazione della conoscenza dell'ecologia e della biologia degli ambienti marini e costieri dell'area naturale marina protetta e delle peculiari caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona.

All'interno della AMP poi esistono diversi divieti individuati dalla legge 394/91 articolo 19 come, ad esempio, la cattura e il danneggiamento delle specie animali e vegetali nonché l’asportazione di minerali e di reperti archeologici, l’alterazione dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e idrobiologiche delle acque, lo svolgimento di attività pubblicitarie, l’introduzione di armi, esplosivi e/o ogni altro mezzo distruttivo e di cattura, navigare con barche a motore e utilizzare l’AMP come discarica di rifiuti solidi e liquidi.

COSA POSSIAMO FARE NOI?

Nel nostro piccolo possiamo aiutare a sostenere e visitare le AMP, sensibilizzare tutte le persone intorno a noi in qualsiasi momento della nostra quotidianità e aiutare la natura con dei piccoli gesti (Fig.6).

Immagine5Figura 5: Foto durante una pulizia delle spiagge da parte dell’associazione TuttiSub il 9 Maggio 2021.



SITOGRAFIA & BIBLIOGRAFIA

https://www.mite.gov.it/pagina/aree-marine-istituite

https://www.ohga.it/cosa-sono-le-aree-marine-protette-e-quali-sono-quelle-italiane/

http://www.biologiamarina.eu/AMP.html

Marino, Davide. "Le aree marine protette italiane." Stato, politiche, governance (2011).

https://www.iusinitinere.it/aree-naturali-marine-protette-5943

Letto 960 volte Ultima modifica il Lunedì, 29 Novembre 2021 17:10
Roberta Monti

Biologa Marina

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